Liceo 'G. Marconi'
Collaborazione della Sezione ARI di Parma con il Liceo Scientifico “G.Marconi” di Parma:
PRIMI RIVELATORI DI ONDE ELETTROMAGNETICHE
In occasione del centesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi, il Liceo Scientifico “Marconi” di Parma, prima scuola in Italia a Lui intitolata nel 1923, quando lo Scienziato era ancora in vita, vuole celebrare l’avvenimento con numerose iniziative.
L’ ARI di Parma ha ben volentieri accettato l’invito a collaborare ed ha installato una stazione amatoriale all’interno della scuola. Questa ha funzionato per un periodo di otto giorni, in concomitanza di una mostra di radio d’epoca, e ha destato un forte interesse tra i visitatori e soprattutto tra gli studenti.
Per parecchi mesi, in preparazione di questo evento, alcuni soci hanno seguito i ragazzi delle classi IV con il proposito di mettere gli studenti di fronte al problema che aveva Marconi al tempo dei suoi primi esperimenti: come rivelare le onde elettromagnetiche.
Abbiamo cercato di far meravigliare i ragazzi di fronte al fatto che, con mezzi semplicissimi, si possa , anche oggi, rivelare la presenza di onde elettromagnetiche.
All’epoca la rivelazione delle onde “radioelettriche” avveniva ricorrendo a dispositivi che utilizzavano semplici principi di fisica . Per esempio si sapeva che una corrente elettrica riscalda il filo che percorre (effetto Joule) cambiando il valore della sua resistenza.
Questo avviene sia in corrente continua, sia in corrente alternata, a bassa o alta frequenza.
Si costruiva, pertanto, un’ampolla di vetro sotto vuoto dove era inserito un sottilissimo filo di platino. Messo il dispositivo tra antenna e terra (invenzione di Marconi), questo cambiava di resistenza se in presenza di correnti RF sul circuito antenna-terra.
Agli studenti abbiamo fatto fare qualcosa di ancora più semplice:il coherer a polveri magnetiche. Il dispositivo segue gli studi di Calzecchi-Onesti, di Branly e di Sir Oliver Lodge ed è stato utilizzato da Marconi nei primi anni dei suoi esperimenti.
Lo abbiamo provato e visto funzionare. Come trasmettitore è stato utilizzato anche un rocchetto di Ruhmkorff, presente nel laboratorio di Fisica della Scuola, collegandolo ad una antenna di pochi metri di filo e posto in una stanza vicina.
Abbiamo, inoltre, rimesso in funzione un rivelatore a doppio coherer, costruito da allievi dello stesso Liceo attorno al 1930. Questo è dotato anche del classico campanello ed è stato molto utile per insegnare agli studenti i rudimenti della trasmissione telegrafica e del codice Morse.
Gli studenti hanno, poi, costruito alcuni esemplari di rivelatore magnetico (brevetto di Marconi). Questo si basa sulla proprietà dell’isteresi magnetica di annullarsi in presenza di onde elettromagnetiche. Un filo d’acciaio (cavo per freni da bicicletta !) può scorrere all’interno di due rocchetti di filo coassiali. E’ stato preparato anche un video, dove si nota molto bene che si sente il suono (rivelazione) solo quando si muove meccanicamente il filo d’acciaio. In mancanza di trasmettitori nelle vicinanze abbiamo provveduto a costruire un piccolo oscillatore a circa 230 kHz (il detector magnetico, costruito in questo modo, non è efficace per frequenze superiori).
E’ stato presentato anche il detector a goccia di mercurio (di Castelli o della Regia Marina), simile a quello usato da Marconi nella grande prova transatlantica del 1901 [5].
Trasmettendo e ricevendo da una stanza all’altra gli studenti si sono molto divertiti … imparando cose interessanti
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