CHIOSE E COMMENTI SULLE PROCEDURE DI TRASMISSIONE
CHIOSE E COMMENTI SULLE PROCEDURE DI TRASMISSIONE
E
SUL CODICE INTERNAZIONALE DEI SEGNALI
Diverse volte ho letto articoli su Radio Rivista sulle procedure di trasmissione dei radioamatori. Gli autori sono da elogiare per l’iniziativa poiché tali articoli rivestono un insegnamento, specialmente per i neofiti. In ogni caso, prima di scrivere articoli del genere, bisogna documentarsi per non commettere strafalcioni ed errori e per non aumentare il marasma che si sente in “aria” (principalmente, non si deve ascoltare quello che si sente nelle varie frequenze acquisendo notizie sbagliate e divulgarle per buone). Quando si scrive qualche cosa riguardante le “procedure di trasmissione”, per dare attendibilità alla notizia, è bene fare sempre riferimento alla fonte da cui è stata attinta. Dopo l’ennesimo articolo letto su RR, mi sono sentito in dovere di scrivere il presente, con la speranza di sensibilizzare quanti lo leggeranno ad operare più correttamente. Con questo non voglio mettermi in cattedra a “dettar lezione”, lo faccio per non tacere e quindi dissentire da quanto si afferma in alcuni articoli. Forse qualcuno più qualificato e autorevole di me potrebbe scrivere cose più convincenti, ma dato che fino a questo momento ciò non si è verificato, propongo questo mio modesto contributo all’attenzione di chi vuole impegnarsi a migliorare lo stato di confusione che c’è (anche a livello Internazionale) in “aria”. Una volta criticavamo il comportamento dei CB perché non rispettavano nessuna procedura di trasmissione, non usavano il linguaggio appropriato e improvvisavano qualsiasi cosa pur di mettersi in collegamento e trasmettersi comunicazioni. Parecchi anni fa i collegamenti avvenivano in modo diverso, c’era più rispetto delle procedure di trasmissione. Da qualche tempo non si è notato cambiamento verso migliorie (in ogni caso dettate dagli organi ufficiali preposti) ma una degenerazione sempre più preoccupante. Questo avviene, forse, per il mancato controllo e la conseguente assenza di provvedimenti adottati per scoraggiare il cattivo comportamento. Forse esagero (ma non è mai troppo quello che è fatto a fin di bene) nell’essere pignolo sulle “procedure di trasmissione”, ma questo accade perché la mia esperienza nel campo delle telecomunicazioni è stata militare. Come sicuramente potrete immaginare, nel campo militare, non si possono variare di una virgola le “procedure di trasmissione”. Adesso, nel campo dei Radioamatori, certamente non si pretende la severità militare, però si richiede quella autodisciplina che dovrebbe essere l’indice di ogni buon OM.
Spesso abbiamo sentito delle polemiche sul modo improprio dell’uso del Codice Q, sia in fonia che in altri tipi di emissioni. In fonia il regolamento ci impone di parlare chiaramente, in modo da essere comprensibili a tutti, quindi non si può fare uso di alcun tipo di segnale o gruppo che abbrevi il significato del messaggio. Si deve usare la lingua che in quel momento necessita al collegamento, ma non si possono usare codici, sigle o abbreviazioni particolari.
Bisogna però fare una precisazione in merito. Nelle procedure contenute in International Telecommunication Union (ITU) o nel Codice Internazionale dei Segnali, a cui noi OM dobbiamo anche fare riferimento, nel capitolo relativo alla Radiotelefonia, si specifica che: quando in un collegamento si verifica difficoltà di lingua, si devono osservare i principi del Regolamento delle Radiocomunicazioni dell’ITU vigente. Nel caso si usi il Codice Q, o altri tipi di abbreviazioni, vanno pronunciati usando l’Alfabeto Fonetico, scandendo lettera per lettera.
Certamente non possiamo essere tanto rigidi nell’applicare questa regola, pur rimanendo nella correttezza delle espressioni. Noi Radioamatori facciamo parte della grande famiglia delle Telecomunicazioni e quindi ci esprimiamo con il linguaggio relativo. I marittimi, i ferrovieri, gli aeronautici ecc. nell’espletare il loro mestiere usano un linguaggio appropriato che non è quello usuale. Quando si trovano fuori dal loro lavoro, li sentiamo esprimersi con termini che richiamano la loro attività. Per dire: andiamo via; il marinaio dirà: “salpiamo”. L’aeronauta dirà: “decolliamo”. Il marinaio, quando si trova a terra, difficilmente dirà: destra; ma “dritta”. La corda la chiamerà “cima” e così via. Noi Radioamatori nel corso dei collegamenti, specialmente in lingua madre, spesso intercaliamo gruppi del Codice Q. Ciò non va inteso come violazione del regolamento, ma come espressione del linguaggio delle Telecomunicazioni. Quante volte abbiamo sentito dire e detto: faccio QSY; quando vogliamo far capire che vogliamo cambiare frequenza oppure che vogliamo andare da un’altra parte.
A questo punto bisogna chiarire una cosa molto importante: quando ci si esprime nel modo anzidetto, bisogna essere veramente a conoscenza del significato del gruppo di abbreviazione che si trasmette, altrimenti si rischia di fare la figura del “cioccolataio”. Una inesattezza di espressione, denota ignoranza. Non è la prima volta che in frequenza si sentono cose che muovono al riso e alla compassione nello stesso tempo. Quante volte sentiamo dire dagli operatori che eseguono collegamenti per il conseguimento di diplomi (ormai sono all’ordine del giorno) QRZ al posto del CQ. Un altro esempio di come un gruppo del Codice Q, usato impropriamente, è ormai diventato per tutti una espressione corrente è il gruppo QRT. Quante volte diciamo: faccio QRT. Ormai, come accennavo prima, è un’espressione che chiarisce l’intenzione di chi la pronuncia. Ricordiamoci però che questa espressione è nata da una imprecisione. Il gruppo del CODICE Q : QRT: specifica “sospendete le trasmissioni”, quindi è riferito ad altra stazione e non a quella che trasmette. Solo se seguito dal punto di domanda, si riferisce alla stazione che trasmette: QRT? Specifica: “devo sospendere le trasmissioni?” In qualche manuale si danno a QRT entrambi i significati. Un vero strafalcione. Se non si vogliono stravolgere i significati dei gruppi del CODICE Q, non dite: il “QRA familiare”. Per il gruppo QRT, così come lo usiamo, c’è affinità col vero significato; ma al QRA, che interpretazione diamo se il suo vero significato si riferisce al nome della stazione? Come possiamo accostare due significati così diversi? Ci sono tanti altri accostamenti impropri che si sentono sistematicamente in “aria” e penso che non sia il caso di specificarli in questo momento. Concludendo: è bene conoscere il significato di tutto quello che si trasmette, per non far degenerare il linguaggio radiantistico. Per i neofiti, si consiglia di non prendere per buono tutto quello che si sente in radio.
PROCEDURE DI TRASMISSIONE
Pochissimi radioamatori (quelli che ho potuto sentire), sono a conoscenza della “procedura di trasmissione”. Le frasi più correnti sono le seguenti: faccio così perché fanno tutti così; ho fatto sempre così; dicono tutti così. Nel campo delle Telecomunicazioni, il traffico si svolge seguendo le regole contenute nell’ITU, e riportate anche nel Codice Internazionale dei Segnali. Tali regole devono essere conosciute e rispettate da tutti. Ogni ramo delle Telecomunicazioni (Difesa, Polizia, Commerciale, Radioamatori, ecc.), adotta una procedura particolare, adatta al proprio scopo; tutti però devono operare nel rispetto dei codici anzidetti. Noi Radioamatori dobbiamo anche rispettare le procedure dell’IARU, contenute nel HF Managers Handbook. Tali Codici sono così importanti per le telecomunicazioni che in ogni stazione radio se ne dovrebbe trovare una copia. Nel nostro campo, non solo non si trova neanche nelle sezioni ARI, ma addirittura la stragrande maggioranza degli OM ne ignorano l’esistenza. Per fortuna, tra gli OM ci sono operatori che sono o provengono da attività di Telecomunicazioni e questi sicuramente sono a conoscenza delle novità che si verificano nel campo delle procedure di trasmissione. Nel “Manuale di stazione per Radioamatori” ediz. CD (suggerisco l’acquisto ad ogni OM), vengono riportati tutti i regolamenti e gli articoli di legge, provenienti da ITU, IARU e PT, e tante altre notizie e articoli indispensabili per la corretta conoscenza del servizio Radio Amatoriale. Purtroppo devo notare la mancanza delle “procedure di trasmissione”.
Nella storia degli OM troviamo casi di collaborazione e in particolar modo i Radioamatori sono stati di grande aiuto intercettando altre stazioni al di fuori del Radiantismo e hanno potuto dare tutto l’apporto necessario a risolvere casi di emergenza. Se oggi si dovesse verificare qualche caso simile, il compito dell’OM sarebbe pressoché impossibile, non essendo più a conoscenza delle nuove procedure di soccorso. Questo perché si sta verificando un distacco troppo netto tra il mondo della nostra operatività e quello delle Telecomunicazioni Internazionali (più avanti descriverò la procedura in caso di emergenza).
Mi sembra che nel nostro campo-“Radioamatori”- esista una lacuna immensa sulla “procedura di trasmissione”. Per quanto mi sia prodigato, non ho ancora trovato la fonte ufficiale della “procedura dei Radioamatori”, che certamente dovrebbe essere l’IARU, attingendo dall’Organo Internazionale ITU ma che nessuno conosce con certezza. Le prime regole della procedura amatoriale le ho rintracciate nel vecchio volume di Radiotecnica del fondatore dell’ARI, (Ernesto Montù) e nell’ Handbook ARRL. In altri manuali oggi in commercio sono descritti i regolamenti, le procedure, il comportamento a cui devono attenersi i Radioamatori. In questi manuali le descrizioni sono fatte a titolo di conoscenza, come se dicessero: questo so e questo vi dico, senza fare alcun riferimento a fonti o pubblicazioni ufficiali. Penso che ormai sia tempo di aggiornamenti: le persone preposte dovrebbero fare pressione presso l’IARU per fare il punto della situazione delle “Procedure di Trasmissione”. In effetti, leggendo recentemente HF Mangers Handbook, ho notato che riporta anche i segnali di abbreviazioni internazionali (riportati anche nel manuale prima accennato) e che commenterò in seguito. L’elencazione delle abbreviazioni è aggiornata al “gennaio 1994”, e devo dire che tanti OM da me interpellati conoscono e usano un solo gruppo: TU che significa: “grazie”, al posto di TKS-TNX delle abbreviazioni radiantistiche. Questo vuol dire una sola cosa: non esiste divulgazione. Già siamo giunti ad un punto di difficile soluzione a giudicare dal marasma che è in atto anche a livello Internazionale nelle varie frequenze. L’aggiornamento è necessario; non solo per cercare di mettere ordine, richiamando il rispetto delle vecchie regole, ma anche perché sono trascorsi parecchi anni dalla pubblicazione del nuovo Codice Internazionale dei Segnali, dove ci sono novità interessanti che portano innovazioni alle “Procedure di Trasmissione”, “vedi ITU” anche per il traffico radiantistico. Il motivo dell’interesse del “Codice Internazionale Dei Segnali” è dovuto al fatto che riporta la maggior parte dei regolamenti e procedure ITU; è indispensabile per la collaborazione in caso di soccorso, stabilito nell’Art. 11 del Servizio Radioamatoriale delle PPTT.
IL CODICE INTERNAZIONALE DEI SEGNALI
Il Codice Internazionale dei Segnali è nato con lo scopo di salvaguardare la vita in mare, rispettando i regolamenti e le procedure di trasmissione per l’attività di Telecomunicazioni indette da ITU.
Il primo Codice Internazionale fu preparato nel 1855 da un comitato istituito dal “Board of Trade” (Ministero del Commercio Britannico), pubblicato nel 1857 e adottato dalla maggioranza dei paesi marittimi. Tale edizione fu sottoposta a revisione nel 1882. Le proposte per la revisione furono discusse tra le principali potenze marittime alla conferenza di Washington nel 1889. La nuova versione fu completata nel 1897 e distribuita a tutte le potenze marittime. Comunque, la nuova versione non sopportò la prova della prima guerra mondiale.
Nella conferenza radiotelegrafica internazionale di Washington del 1927, si esaminarono alcune proposte per una ulteriore revisione del Codice e si decise che fosse preparato in sette lingue: Francese; Giapponese; Inglese; Italiano; Spagnolo; Tedesco; Norvegese: La nuova versione fu completata nel 1930 e fu adottata nel 1932 (conferenza internazionale di Madrid). Nella stessa conferenza, si istituì un comitato permanente con il compito di sottoporre il Codice a revisione quando necessario. Tale comitato si riunì una sola volta, nel 1933 per introdurre nuovi segnali e modifiche.
Nel 1947, l’International Telecommunication Union, stabilì che il Codice Internazionale, rientrasse nella competenza dell’Organizzazione Consultiva Marittima Intergovernativa (IMCO). Nella prima assemblea dell’IMCO, del 1959, si decise che l’organizzazione assumesse tutte le funzioni allora attribuite al comitato permanente del Codice Internazionale.
Nella seconda assemblea del 1961 si adottò un progetto di revisione totale del Codice con le seguenti importanti modifiche: alle lingue si aggiunsero il Russo e il Greco; furono avanzate proposte per la compilazione di un codice radiotelefonico, stabilendone i rapporti con il Codice Internazionale dei Segnali. Per tale revisione fu formato un sottocomitato costituito dai rappresentanti di: Argentina; Francia; Germania; Giappone; Gran Bretagna; Grecia; Italia; Norvegia; Stati Uniti; Unione Sovietica. Alla revisione del codice hanno collaborato le varie organizzazioni internazionali governative e non governative: energia atomica; aviazione civile; lavoro; telecomunicazioni; meteorologia; sanità; marina mercantile; sindacati; radio marittimo.
Il nuovo Codice fu adottato dalla quarta assemblea dell’IMCO nel 1964.
Questo è destinato ad essere usato principalmente in situazioni attinenti alla sicurezza della navigazione e, in particolare, nei casi in cui si presentano difficoltà di lingua. La trasmissione può farsi con tutti i mezzi di comunicazione, ivi comprese la radiotelefonia e la radiotelegrafia. Il nuovo codice è basato sul principio che ogni segnale ha un significato completo e pertanto abbandona il metodo di trasmissione parola per parola, adottato dal vecchio codice.
Prima della descrizione sommaria del Codice Internazionale dei Segnali, desidero mettere a conoscenza quanto segue: nella nota illustrativa sulla struttura e sul modo d’impiego del Codice, allegata alla circolare Nr 33469 del 16-01-1969 del Ministero della Marina, riporta al punto 10, comma 1: <il regolamento delle radiocomunicazioni, e quindi il Codice Q e l’elenco delle abbreviazioni così redatti, rimangono in vigore fino al 30 marzo del 1969. A partire dal 1° aprile, entra in vigore una serie di modifiche, decise nella Conferenza Amministrativa Mondiale delle Radiocomunicazioni tenutasi a Ginevra nell’autunno del 1967> (questa modifica non interessa l’attività radiantistica).
Il Codice Q era contenuto nell’appendice 13 (adesso 14 di ITU RADIO REGULATIONS ART. 52). Quando necessita fare collegamento usando il nuovo Codice, per non creare false interpretazioni, si deve trasmettere il gruppo QTQ oppure la parola INTERCO.
Nel nuovo Codice si notano alcuni cambiamenti nei segnali di procedura ai quali, data la provenienza (ITU), tutti dovrebbero attenersi, in ogni forma di trasmissione. Per fortuna non sono molti. I segnali di procedura rimangono invariati, si aggiunge il gruppo CS che specifica: qual’è il nominativo della vostra stazione? Ed il gruppo RQ che si usa al posto del punto di domanda. Un’altro cambiamento è l’emissione fonetica dei numeri. Troverete più oltre le tabelle corrispondenti.
Il nuovo Codice Internazionale è così composto: stabilisce quali sono i modi di trasmissione o segnalazione; assegna ad ogni tipo di emissione i significati dei gruppi di lettere. I gruppi possono essere composti da una, da due e da tre lettere. I gruppi di una o due lettere comprendono anche i gruppi di procedura. Un solo gruppo di procedura è composto da tre lettere: RPT, che significa: ripeti o ripeto. La maggioranza dei gruppi sono a due lettere e sono esposte in modo tale da essere suddivisi per tipo di operazione in modo da facilitare la consultazione. Tutti i gruppi di tre lettere si riferiscono alla sezione medica.
Per maggior conoscenza, si ricorda che i nominativi internazionali si compongono nella seguente maniera: la prima lettera si riferisce (in linea di massima) alla nazione di appartenenza; i nominativi con due lettere si riferiscono ai radiofari (ormai quasi del tutto scomparsi dopo l’innovazione dei GPS); con tre lettere sono le stazioni terrestri; con quattro lettere sono mobili marittimi (lo stesso nominativo seguito da due numeri è una sua scialuppa di salvataggio); con cinque lettere sono aeromobili. I nominativi dei radioamatori sono composti nella stessa maniera di quelli descritti, con la differenza che dopo la lettera della nazione, seguono uno o due numeri e non più di tre lettere. Si ricorda che il nominativo non si riferisce alla persona ma alla stazione radio. Per trasmettere non c’è bisogno della licenza, ma della qualifica di “operatore”. Ovviamente in questo caso si dovrà usare il nominativo della stazione da dove sta operando.
I segnali di procedura sono quei gruppi di una o più lettere che hanno significato (Internazionale) per il corretto svolgimento del traffico radio, in tutti i tipi di trasmissione. I gruppi con la barretta sopra, si devono trasmettere, in telegrafia, uniti come se fosse un’unica lettera. Per esempio AS, che significa : attesa, oppure AS (numero) che significa: attesa (numero…minuti).
Cap. 8.3 di HF Managers Handbook
HF PROCEDURE OPERATIVE INTERNAZIONALI DI EMERGENZA
( da IARU HF Managers Handbook )
1 Informazioni generali
La radio-amatoriale è uno dei servizi di comunicazioni radio costituito dalla International Telecommunication Union. In tutti i servizi di emergenza, il traffico ha priorità assoluta rispetto alle operazioni normali.
Le operazioni di emergenza richiedono una trasmissione efficace del traffico. L’efficienza della comunicazione non è ovvia nella Radio-amatoriale, quindi ogni operatore deve pensare a come reagire in casi di emergenza per ottenere la massima preparazione possibile.
2 Procedure in caso di emergenza
Se sentite la parola “emergenza” “emergency”; “welfare-traffic” o l’abbreviazione QUF, smettete di trasmettere e ascoltate.
Se ricevete tali segnali di emergenza, fermatevi, osservate e trascrivete tutto ciò che sentite. Non lasciate la frequenza prima di essere sicuri di non poter essere d’aiuto e prima di sapere che qualcuno sta dando aiuto.
Non trasmettete, se non siete sicuri di poter essere d’aiuto.
Seguite le istruzioni che vi comunica la stazione di controllo del traffico (se esiste). Il traffico è controllato dalla stazione in emergenza o dalla stazione designata dalla stazione in emergenza.
Mantenete i messaggi brevi e non trasmettete informazioni inutili.
In caso di interferenza da parte di altre stazioni, la stazione che controlla il traffico o altre designate, devono trasmettere la parola “emergenza” “emergency” “welfare-traffic”; “stop sending” “smettete di trasmettere”, o l’abbreviazione QUF alla stazione disturbante.
Raccogliete informazioni secondo il seguente sistema:
Quando? (data, tempo, frequenza)
Dove? (luogo, dell’emergenza)
Cosa? (cosa è successo, cosa bisogna fare)
Come? (come si può aiutare)
Chi? (chi è in grado di aiutare)
3 Limiti della comunicazione
La Radio-Amatoriale è probabilmente l’ultima possibilità di comunicazione in caso di emergenza.
Limitatevi a questo. Lasciate a persone e istituzioni predisposte al soccorso in caso di emergenza il compito di pianificare e dare consigli.
4 Forma del messaggio
Stabilite il contatto con persone e organizzazioni di soccorso e aiutateli relativamente al traffico. La comunicazione è più efficace se un messaggio arriva a destinazione scritto esattamente come è stato originato. Ogni messaggio dovrebbe essere scritto (stile telegramma), con un preciso indirizzo e normalmente firmato.
Esempio:
Dott. Rossi Parma (indirizzo)
Riferimento vostro messaggio del 6 novembre
1230 UTC Stop Quante ambulanze avete bisogno (testo)
Bianchi Croce Rossa Milano (firma)
5 Preambolo
Le stazioni che mandano messaggi nella rete Radio-Amatoriale, compongono il preambolo.
Il preambolo contiene le seguenti informazioni nel seguente ordine:
a) numero
b) precedenza
c) stazione d’origine
d) controllo (numero di parole nel testo)
e) posto di origine
f) ore (UTC)
g) data
a) Il numero è un numero di serie assegnato al messaggio.
b) La precedenza può essere:
X - emergenza (emergency)
P - priorità (priority)
R - normale (routine)
c) Stazione d’origine è il nominativo della stazione che per prima ha lanciato il messaggio in aria.
e) Posto di origine è il posto (città, paese, villaggio, nave) da dove originariamente si trasmise il messaggio.
f) L’ora e la data, sono l’ora e la data di quando il messaggio fu generato in UTC.
Esempio:
Nr 32 P XY1ZZ 27 SISSA 2215 GENNAIO 14
CROCE ROSSA SISSA
PREGO SPEDIRE INFORMAZIONE CIRCA LE SEGUENTI PERSONE STOP ROSSI MARIO CORSO EUROPA 12 STOP BIANCHI ADAMO E FAMIGLIA VIA GARIBALDI 22 STOP NERI MARIA VIA SERRA 14
UFFICIO INFORMAZIONI PER IL DISASTRO ALLUVIONE.
(2) Preambolo rapido
Per il traffico nelle reti di comunicazioni in VHF-FM è facilmente fare uso di un tipo di preambolo breve:
Numero
Stazione d’origine
Ora
Il numero è una serie di numeri assegnati al messaggio.
La stazione d’origine è il nominativo della stazione che per prima trasmise il messaggio in aria.
Ora è l’ora di quando è stato originato il messaggio (UTC)
Esempio:
Nr 4 XY1ZZ 1832
OSPEDALE DI PARMA
OCCORRONO DUE AMBULANZE IN VIA ALBERI=
6 Esempio di operazione in fonia
YX1AA da XY1ZZ ho un messaggio - Over
Questa è YX1AA sono pronto a ricevere - Over
Inizio messaggio
Numero quattro
X-ray Yankee unaone Zulu Zulu
Uno otto tre due
Indirizzo ospedale Parma
Testo
Occorrono ancora due ambulanze in via Alberi
Fine messaggio - Over
Ripetimi la parola dopo ancora - Over
Ancora due - Over
Ricevuto messaggio numero quattro YX1AA - fine
OK XY1AA - fine
7 Esempio di operazione in CW
YX1AA de XY1ZZ QTC K
De YX1AA QRV K
_ . _ . _ Nr 32 P XY1AA SISSA 2215 GENNAIO 14 _ ... _
CROCE ROSSA PARMA _ ... _
PREGO TRASMETTERCI INFORMAZIONE _ ... _
UFFICIO INFORMAZIONE DELLA ZONA ALLUVIONATA . _ . _ .
RPT WA PREGO K
PREGO TRASMETTERCI K
DE YX1AA QSL 32 ... _ . _
DE XY1ZZ OK ... _ . _
_ . _ . _ = segnale di inizio messaggio
_ ... _ = segnale di separazione
. _ . _ . = segnale di fine messaggio
... _ . _ = segnale di fine trasmissione
8 Alfabeto fonetico
Per non creare confusione, usare l’alfabeto fonetico Internazionale.
9 Speciali abbreviazioni per il traffico di emergenza in CW e RTTY
QOD Potete comunicare con me in (numero)?
Posso comunicare con voi in (numero)
0 = Olandese 5 = Italiano
1 = Inglese 6 = Giapponese
2 = Francese 7 = Norvegese
3 = Tedesco 8 = Russo
4 = Greco 9 = Spagnolo
QTV Posso stare attento per voi su frequenza.........KHz (da........a........ore)?
Sto attento per voi su frequenza..............KHz (da.........a........ore)
QTX Potete tenere la vostra stazione aperta con me fino alla prossima comunicazione o notizia (fino a.........ore)?
Posso tenere la mia stazione aperta con voi fino alla prossima comunicazione o notizia (fino a..........ore)
QUA Avete notizie di....................?
Ci sono notizie di.................
QUF Avete ricevuto segnali di pericolo (emergency) trasmessi da..............?
Ho ricevuto segnale di pericolo (emergency) trasmessi da ................
QUM Posso ritornare al normale lavoro?
Potete ritornare al normale lavoro
QRR Siete pronto ad operare in automatico?
Sono pronto ad operare in automatico
10 Cosa fare dopo
Non dimenticate di informare la vostra Società Nazionale circa la vostra emergenza e assistenza allo svolgimento del traffico.
PROCEDURE PER IL TRAFFICO AMATORIALE
Nel traffico amatoriale, la prima cosa da rispettare è l’etica e quindi il buon comportamento. Non si spendono mai abbastanza parole nel richiamare tale rispetto.
Nel capitolo 10.4 (Operazione e Etiche Amatoriale in Rete) del HF MANAGERS HANDBOOK sono descritti 5 punti di riferimento:
1. Ogni singolo operatore non ha diritto alla esclusività di una specifica frequenza, a meno che non si tratti di “traffico di emergenza” (specificato nelle “HF Procedure Operazioni Emergenza”)
2. Nell’eventualità che un QSO sia in corso, non fate chiamate e aspettate che il QSO sia finito, oppure scegliete un’altra frequenza.
3. Il controllore della rete ha la responsabilità di assicurare che il traffico sia condotto ordinatamente e in maniera cortese, in modo che non si disturbi altro traffico.
4. In nessun caso, tranne quello di trasmettere traffico di emergenza, come definito nel “HF Emergency operating procedure”, una rete può mantenere una frequenza ove non esiste traffico da passare.
5. Si richiede nuovamente a tutte le Società Nazionali di dirigere i loro sforzi ad un ritorno sulle Bande e i Codici Radio Amatoriali.
A quanto detto, si aggiungano le solite, ma mai inutili, raccomandazioni.
a) Rispettare le procedure internazionali di trasmissione
b) Trasmettete in frequenze che non creano interferenze con le frequenze vicine occupate.
c) Durante il QSO, nei passaggi lasciate sempre uno spazio (bianco), per dare possibilità ad altri di entrare in QSO.
d) Alla fine del passaggio ripetete i nominativi sia di chi riceve che di chi trasmette. Fate la stessa cosa ogni tanto quando il passaggio si fa lungo.
e) Quando il QSO si fa tra diversi OM, è buona regola non fare passaggi lunghi i quali sarebbero irriguardosi nei confronti degli altri OM della ruota.
f) Siate rispettosi nel linguaggio Amatoriale e Telecomunicazioni in genere. Per esempio: non dite mai “SIGLA” nel fare riferimento al “Nominativo” e non dite “Roger” per accusare ricevuta.
g) Prima di entrare in un QSO multiplo, è buona norma prima ascoltare che si sia chiusa la ruota per conoscere tutti i componenti del QSO.
h) Se dovete inviare un segnale di sintonizzazione sulla frequenza già occupata, per inserirvi in un QSO, fatelo nel modo più veloce possibile e possibilmente a bassa potenza, per non creare disturbi.
i) Cercate, nel limite del possibile, di non fare QSO, trasmettendo notizie che non sono attinenti al nostro servizio e che richiederebbero altri modi di comunicazione tradizionali.
j) In CW cercate di separare bene le lettere e le parole e cercate di trasmettere alla stessa velocità di chi ha risposto alla vostra chiamata.
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I modi di iniziare un collegamento sono due: facendo chiamata riferita ad una o più stazioni, oppure riferita genericamente (quando si vuole partecipare ad un QSO collettivo, si chiede il permesso di entrare dicendo il proprio nominativo, durante lo spazio nei vari passaggi, senza interrompere messaggi). Quando si vuole fare un collegamento con qualsiasi stazione (generica), si trasmette il gruppo di procedura CQ per tre volte, seguito dal gruppo di procedura DE e poi il nominativo della propria stazione ripetuto tre volte e finire con in segnale di procedura K.
Esempio:
cq cq cq de i4cqo i4cqo i4cqo k (in CW o RTTY).
In fonia, tranne “DE” che diventa From oppure this is, la chiamata è fatta allo stesso modo, ovviamente usando l’”alfabeto fonetico internazionale” sia per CQ che per il nominativo e finendo con key, oppure over, oppure stand by (nelle procedure commerciali internazionali, anche il de si trasmette “delta eco”).
Quando si vuole fare un collegamento con un’altra stazione, si ripete per tre volte il nominativo della stazione chiamata, seguito da DE e poi il nominativo della stazione che chiama ripetuto tre volte e finire con K.. Esempio:
g5hpe g5hpe g5hpe de i4cqo i4cqo i4cqo K
Vari tipi di chiamata:
cq cq cq gm de i4cqo i4cqo i4cqo K
La stazione i4cqo si vuole collegare con una stazione qualsiasi della Scozia.
cq cq cq dx de i4cqo i4cqo i4cqo K
La stazione i4cqo si vuole collegare con una stazione qualsiasi lontana
iz4czj iz4czj iz4czj ik4wlo ik4wlo ik4wlo de i4cqo i4cqo i4cqo K
La stazione di i4cqo si vuole collegare con le stazioni iz4czj e ik4wlo. Le stazioni chiamate, risponderanno nello stesso ordine.
Quando nelle chiamate e nei vari passaggi in CW si chiude con KN significa che si vuole comunicare con la sola stazione collegata o chiamata.
Esempio di procedura dopo un segnale di AS:
la stazione che ha trasmesso AS, nel riprendere la trasmissione dopo la pausa, esegue –
de i4cqo QRV? K
La stazione che riceve risponde de ik4wlo QRV K
Quando si fanno collegamenti in CW data la necessità di abbreviare le comunicazioni, si fa uso di tutte le abbreviazioni consentite dai codici internazionali sia ITU che IARU. A questo proposito, voglio commentare il gruppo BK. A questo gruppo si danno tre interpretazioni. Cerchiamo di risolvere questa ambiguità. 1) - Nel codice di abbreviazioni radiantistici (quello che fino ad oggi adoperiamo e che tutti, spero, conoscano) al gruppo BK si dà il significato di operazione in break-in ossia in duplex. 2) - Nel traffico commerciale e nelle abbreviazioni ITU, BK significa “interruzione della trasmissione in corso” cioè l’abbreviazione di “Break”. 3) - Nell’ARRL HANDBOOK, BK significa “Back to you” cioè “ ritorno a te”. Analizziamo i tre modi fino a qui esposti. Nel primo caso: dato che nel Codice Q esiste il gruppo specifico per il significato di “break-in”, penso sia giusto non considerarlo più. Quindi per sapere se una stazione è in grado di trasmettere in break-in si dovrà trasmettere il gruppo del Codice Q QSK; nel secondo caso, il BK andrebbe quindi usato per entrare in un QSO in corso, aspettando il momento giusto (alla fine del passaggio) e trasmettendo BK de (nominativo). La stazione che riceve il BK risponderà con AS. La stazione in attesa entrerà in QSO dietro invito a trasmettere da uno dei componenti del QSO in corso (questa procedura è poco usata in quanto ritenuta invadente); nel terzo caso, è l’uso più corrente e che spessissimo sentiamo ed adoperiamo, cioè il “back to you”. Quando in un QSO ci sono passaggi brevi si può finire il passaggio senza trasmettere il nominativo della stazione ricevente ma solamente quello che trasmette (de i4cqo K). Per velocizzare ancora di più i brevi passaggi, si trasmette solamente “BK” che in questo caso significa “ritorno a te”.
L’utilità del “Break-in”
Quando c’è la necessità di trasmettere messaggi (vedi caso di emergenza), alla fine del messaggio, quando si verificano errori di ricezione dovuti a disturbi o ad altro, si possono chiedere ripetizioni tramite i gruppi di abbreviazioni di procedura che sono:
RPT = ripeti o ripeto
AA = tutto dopo (………parola o gruppo)
AB = tutto prima (………parola o gruppo)
BN = tutto tra (………..parola o gruppo e……. parola o gruppo)
WA = parola o gruppo dopo (…….parola o gruppo)
WB = parola o gruppo prima (…….parola o gruppo)
Ovviamente tra ripetizioni e conferme passa del tempo prezioso per la trasmissione urgente del messaggio. Si può accelerare notevolmente la comunicazione se si ricorre al tipo di trasmissione in Break-in. Con tale tipo di trasmissione, gli operatori sono costantemente in ascolto durante la trasmissione (il segnale viene ricevuto anche tra lo spazio della trasmissione dei punti). In questo modo è possibile interrompere la trasmissione inviando un segnale. La procedura è la seguente: se un operatore sta ricevendo un messaggio, alla minima interferenza che gli fa perdere qualche parola o gruppo, fa una serie di punti. L’operatore che trasmette, nel sentire i punti ferma la trasmissione, passando in ascolto. L’operatore che riceve, trasmette la prima lettera dell’ultima parola o gruppo ricevuto bene. L’operatore riprende la trasmissione da quel gruppo o parola continuando il messaggio con la certezza che alla fine l’operatore che riceve invia il “Ricevuto” risparmiando tempo prezioso.
La trasmissione in “break-in” è utile anche quando si partecipa a “contest”. Spesso dopo la chiamata generale alcuni partecipanti trasmettono solo il loro nominativo e lo fanno nello stesso istante in cui si dà il K. Se non si adoperasse la trasmissione in “break-in” si perderebbe la prima e certe volte anche la seconda lettera del nominativo in ricezione con le conseguenze ovvie.
Questo modo di rispondere alla chiamata durante un contest non sarebbe corretta, in quanto si dovrebbe trasmettere per lo meno il DE e poi il nominativo, ma data la velocità dei collegamenti e la competizione tra OM, non si rispetta nessuna procedura al fine di concludere nel modo più veloce possibile (questa è una delle cause di degenerazione delle procedure che oggi sono in atto).
Gli operatori in CW sono quelli che più rispettano le procedure di trasmissioni. Ma anche in questo campo si stanno verificando peggioramenti. Certe volte si sentono in aria singoli nominativi che, secondo chi trasmette, dovrebbe essere un CQ sottinteso. Io però potrei capire che si tratta della chiamata di quella stazione tacendo il nominativo di chi trasmette. In tutti casi, nessuno escluso, si deve trasmettere il segnale di procedura DE quando si trasmettono nominativi, per individuare la stazione trasmittente. Non ascoltate chi dice che in America fanno così o in UK fanno colà. Come dicevo prima, non ascoltate cattivi consigli e prendete per buono solamente tutto quello che proviene da testi e regolamenti ufficiali.
Da HF Managers Handbook (cap. 12.10)
ITU RADIO REGOLAMENTAZIONI
APPENDICE 14
SEGNALI DI ABBREVIAZIONI USATI IN
COMUNICAZIONI RADIOTELEGRAFICI
ESCLUSO IL SERVIZIO MOBILE MARITTIMO
(VEDI ARTICOLO 52)
SEZIONE 1 – Codice Q
INTRODUZIONE
1 - La serie dei gruppi da QRA a QUZ elencati in questa appendice vengono usati da tutti i servizi.
2 - La serie da QAA a QNZ è riservata per il servizio aeronautico e la serie da QOA a QQZ è riservata al servizio marittimo (non presente in questa lista).
3 - Certe abbreviazioni del Codice Q possono avere senso affermativo o negativo, trasmettendo a seguito dell’abbreviazione rispettivamente YES o NO.
4 - I significati assegnati alle abbreviazioni del Codice Q, possono essere amplificati o completati associando altri gruppi, segnali di chiamata, nomi di posti, cifre, numeri, ecc. Hanno lo scopo di riempire gli spazi vuoti presentati tra parentesi. Alcuni segnali che sono riempitivi in tali spazi vuoti vanno trasmessi nello stesso ordine come mostrato nella successiva tabella.
5 - Le abbreviazioni del Codice Q sono date in forma di domanda quando sono seguite dal punto interrogativo. Quando l’abbreviazione è usata come domanda ed è seguita da una informazione complementare, il punto interrogativo va posto dopo questa ultima informazione.
6 - Le abbreviazioni del Codice Q con significati alternativi numerati saranno seguiti da appropriate cifre (lettere o numeri), per indicare l’esatto significato. Queste cifre verranno trasmesse immediatamente dopo l’abbreviazione.
----------------------------------------------------
Qui di seguito andrebbe esposto l’elenco del Codice Q usato dai Radioamatori, ma penso sia inutile per la ovvia conoscenza di tutti.
Sezione II. Segnali di abbreviazioni.
(I gruppi di segnali che seguono sono internazionali per tutti i servizi, quindi non sostituiscono quelli dei Radioamatori che conosciamo ma vengono integrati. Dai segnali seguenti, ho scorporato quelli di procedura che metterò in elenco a parte).
ADS Indirizzo (usato dopo una domanda che distingue la richiesta di una ripetizione)
BK Segnale usato per interrompere una trasmissione in corso.
CFM Conferma (o io confermo)
CL Chiudo la mia stazione
COL Riscontrate (o io riscontro)
CP Chiamata generale a due o più specifiche stazioni.
DDD Usato per identificare la trasmissione del messaggio di pericolo da una stazione non interessata dallo stesso pericolo.
DF Il tuo rilevamento alle……ore era di…….gradi, c’è un dubbio nel settore di questa stazione, con un possibile errore di …….gradi.
DO Rilevamento dubbioso. Si richiede un altro rilevamento più tardi (o a…….ore).
E Punto cardinale EST
ER Qui
ETA Tempo di arrivo previsto.
ITP La punteggiatura conta.
KMH Chilometri orari.
KTS Miglia marini orari (nodi)
MIN Minuto o minuti
MPH Miglia legali orari
MSG Prefisso che indica un messaggio a o da comando di una nave su operazione di navigazione.
N Punto cardinale Nord
NIL Non ho niente da trasmetterti.
NW Adesso.
OL Lettera oceanica
P Prefisso che indica radiotelegramma privato.
PBL Preambolo (usato dopo un punto interrogativo per richiedere una ripetizione).
REF Riferisci a…….. (o riferisco a…….)
S Punto cardinale Sud.
SIG Firma (usato dopo un punto interrogativo per richiedere una ripetizione)
SLT Lettera Radio Marittima
SOS Segnale di soccorso (da trasmettersi tutto unito come unica lettera)
SS Indicazione che precede il nome della stazione di una nave.
SVC Prefisso a un vostro telegramma di servizio.
TFC Traffico.
TR Usato da una stazione terrestre per chiedere la posizione e il successivo porto di approdo di una stazione mobile; usato anche come prefisso di una ripetizione.
TTT Questo gruppo, quando viene trasmesso per tre volte, corrisponde ad un segnale di sicurezza.
TU Grazie.
TXT Testo (usato dopo un punto interrogativo per richiedere una ripetizione).
W Punto cardinale Ovest.
WD Parola/e, gruppo/i
XQ Prefisso usato per indicare una comunicazione operativa di servizio fisso.
XXX Questo gruppo, quando è trasmesso tre volte, costituisce un segnale di urgenza.
YES Affermativo
SEGNALI DI PROCEDURA
AA Tutto dopo ……”parola o gruppo o segnale” (usato dopo il segnale RPT).
AB Tutto prima……”parola o gruppo o segnale” (usato dopo il segnale RPT).
AR Fine comunicazione (trasmesso unito come unica lettera).
AS Segnale di attesa (trasmesso unito come unica lettera)
BN Tutto tra…..”parola gruppo o segnale” e …..”parola gruppo o segnale) (dopo RPT)
C Affermativo.
CQ Chiamata generale.
CS Quale è il nominativo della vostra stazione? (si trasmette senza punto interrogativo)
DE Proveniente da…..(usato prima del nominativo della stazione che trasmette).
K Invito a trasmettere o desidero comunicare con voi.
NO Negativo - o la parola o il gruppo precedente va inteso in senso negativo.
OK Accuso ricevuto (conferma) di una ripetizione corretta. Oppure: è esatto.
R Ricevuto. Oppure: ho ricevuto il vostro ultimo segnale.
RPT Segnale di ripetizione. Ripeto, o ripetete.
RQ Interrogativo. Oppure: il gruppo o parola che precede è inteso in senso interrogativo.
VA Fine trasmissione (trasmesso unito come unica lettera)
WA La parola o il gruppo dopo……..”parola, gruppo o segnale” (dopo RPT).
WB La parola o il gruppo prima…….”parola, gruppo o segnale” (dopo RPT).
SEGNALI NON CONVENZIONALI
..................Serie di punti = Errore
? .._ _.. = Interrogativo
I I = Ripeto (parola, gruppo o segnale)
VE = Ho capito (trasmesso unito come unica lettera).
Tabella fonetica dei numeri.
0 NADAZERO
1 UNAONE
2 BISSOTWO
3 TERRATHREE
4 KARTEFOUR
5 PENTAFIVE
6 SOXISIX
7 SETTESEVEN
8 OKTOEIGHT
9 NOVENINE
, DECIMAL
FINE STOP
Annullo CORRECTION
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Spero che questo mio modesto lavoro sia gradito a quanti sono interessati a migliorare le comunicazioni tra OM e specialmente, che sia di sprone e insegnamento per i nuovi OM.
I4CQO COMIS Giacomo
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